Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK
iic_shanghai

Opening+Proiezione di Il Divo (PAOLO SORRENTINO)

Data:

10/12/2017


Opening+Proiezione di Il Divo (PAOLO SORRENTINO)

Il film narra una parte della vita di Giulio Andreotti, protagonista della storia politica italiana per decenni, raccontata nel periodo tra 1991 e 1993, a cavallo tra la presentazione del suo VII governo e l'inizio del processo di Palermo per collusioni con la mafia. La pellicola inizia con una lunga serie di omicidi e presunti suicidi di personalità di spicco (Moro, Dalla Chiesa, Pecorelli, Falcone, Calvi, Sindona, Ambrosoli). Seguono le parole delle lettere di Moro che dalla sua prigionia per mano delle Brigate Rosse si rivolgeva proprio ad Andreotti, evidenziandone la poca umanità e scongiurandolo di aprire le trattative coi terroristi per la sua liberazione. La vicenda principale prende il via il giorno della presentazione dell'ultimo governo andreottiano, il 12 aprile 1991.

Si radunano agli uffici di Andreotti i "vertici" della sua corrente nella Democrazia Cristiana, ossia Paolo Cirino Pomicino, Giuseppe Ciarrapico, Salvo Lima, Franco Evangelisti, Vittorio "Lo Squalo" Sbardella e il cardinale Fiorenzo Angelini detto "Sua Sanità". La questione politica del giorno si sposta presto sulla futura elezione del Presidente della Repubblica, a successione di Francesco Cossiga. La corrente andreottiana, nonostante la defezione di Sbardella, passato ai dorotei, propone l'elezione di Andreotti al Quirinale. Andreotti, richiesto di confermare la sua candidatura, accetta. Ma nella corsa al Quirinale, Andreotti si scontra con l'opposta candidatura del segretario democristiano Arnaldo Forlani: convocati da Cirino Pomicino intorno a un tavolo per un compromesso, entrambi escludono un ritiro in favore dell'altro.

Al momento della prima convocazione del Parlamento in seduta comune per l'elezione, scoppia una violenta "bagarre": urla, lanci di oggetti e manette tintinnanti, il tutto sopra la testa dell'impassibile Andreotti, mentre il presidente della Camera Oscar Luigi Scalfaro cerca inutilmente di far mantenere la calma ai parlamentari. Nonostante vi siano poi ripetute votazioni, non viene data la maggioranza a nessun candidato. Durante una pausa, i vari sostenitori dei candidati cercano di raccogliere il sostegno di ulteriori parlamentari. Cirino Pomicino tenta un compromesso tra le varie correnti DC, che naufraga a causa della testardaggine di alcuni caporioni.

Nonostante avesse inizialmente conquistato molti voti, l'omicidio di Falcone scuote la sua immagine, come esponente di una corrente politica legata alla mafia, problema che già si era sollevato con l'omicidio del collega di partito Salvo Lima, avvenuto per vendicare il tradimento di una classe politica che si era servita dei voti di Cosa Nostra senza però rispettare gli accordi presi, base di scambio con il sostegno elettorale (in questo caso la revisione delle sentenze del maxiprocesso). Andreotti cercava già precedentemente di evitare Lima al fine di rendersi agli occhi dell'opinione pubblica esterno ai suoi contatti criminali, ma inutilmente. Al termine degli scrutini, risulta eletto presidente della Repubblica Scalfaro. Dai banchi dei dorotei, l'ex andreottiano Sbardella fa notare il comportamento di Andreotti a un collega, sottolineando il sangue freddo e la dignità di Andreotti davanti a questa grande sconfitta.

La seconda parte del film s'incentra sui presunti rapporti di Andreotti con la mafia, fino alle udienze del maxiprocesso di Palermo. Poco dopo l'elezione di Scalfaro, scoppia il caso di Tangentopoli, che segna la caduta degli alti papaveri della politica accusati di corruzione, fra cui Cirino Pomicino, Evangelisti (che morirà poco dopo) e Bettino Craxi, l'alleato-rivale di Andreotti. Tuttavia, si lascia presumere che Andreotti avesse dato documenti compromettenti, attinti dal suo archivio, al pool di Milano proprio per sbarazzarsi di alcuni politici a lui scomodi. Si arriva poi alla caduta di cosa nostra nel 1993-1994, causata da numerosi pentimenti, arresti e leggi speciali. Nei colloqui con diversi pentiti, il procuratore di Palermo Giancarlo Caselli e i suoi collaboratori ascoltano la versione dei pentiti sui rapporti tra Andreotti e cosa nostra, sugli affari e gli omicidi voluti da Licio Gelli e Pippo Calò (come quelli di Calvi e Sindona, rei rispettivamente di essersi appropriato del denaro di Gelli e di sapere troppo), l'omicidio di Dalla Chiesa da parte della mafia con il benestare silenzioso di Roma e sull'omicidio di Pecorelli, assassinio commissionato da Ignazio e Nino Salvo, per ingraziarsi Andreotti.

Nel corso di questi colloqui tra Caselli e i pentiti di mafia vengono rappresentati, come flashback, i presunti colloqui tra Andreotti e i capi della mafia, tra cui Stefano Bontate e Totò Riina, con il famoso bacio, e il supposto rituale di affiliazione, che lo avrebbe fatto "uomo d'onore". Da parte sua, Andreotti si decide a combattere fino in fondo quest'ultima battaglia per la giustizia, mobilitando le sue risorse personali e finanziarie, con il pieno sostegno della famiglia, specie della moglie Livia. Il senatore respinge categoricamente le accuse di collusione con la mafia, negandolo a se stesso e perfino al suo confessore, e opponendo ai pentiti di mafia la sua vita da "sorvegliato speciale" da parte della scorta, con movimenti costantemente controllati. Infine si assiste all'inizio del primo processo. Prima dei titoli di coda una scritta informa che il primo processo per associazione mafiosa si concluderà con l'assoluzione e con la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione per i fatti fino al 1980, e che il secondo processo per omicidio si concluderà con l'assoluzione.

(Fonte: Wikipedia)

PAOLO SORRENTINO
Regista e sceneggiatore italiano (n. Napoli 1970). Tra gli autori più interessanti del cinema italiano contemporaneo, in grado di conciliare il rigore formale con sceneggiature, da lui stesso scritte, estremamente originali, popolate di personaggi spesso sgradevoli ma inconsueti, ha debuttato come regista nel 2001 con L’uomo in più (Nastro d'argento come miglior regista esordiente), interpretato dall'attore Toni Servillo con il quale ha iniziato un proficuo sodalizio artistico. Il successo e l’apprezzamento di pubblico e di critica si sono consolidati nel 2004 con Le conseguenze dell’amore, presentato al Festival di Cannes, con il quale ha vinto tre David di Donatello (migliori regia, film e sceneggiatura). Della sua produzione successiva vanno ancora citati: L’amico di famiglia (2006); Il divo (2008), sulla figura del politico Giulio Andreotti, con il quale si è aggiudicato il premio della Giuria al Festival di Cannes; il cortometraggio La partita lenta (2009), di cui è stato regista e sceneggiatore; il video L'assegnazione delle tende, segmento del documentario collettaneo L'Aquila 2009. Cinque registi tra le macerie (2009) girato con M. Calopresti, F. Comencini, M. Placido e F. Opzetek a pochi giorni dal sisma che ha sconvolto la città abruzzese; This must be the place (2011), che l'anno successivo è valso al regista tre David di Donatello, tra cui quello per la migliore sceneggiatura; La grande bellezza (2013), in concorso al Festival di Cannes e per il quale ha vinto gli European Film Awards come miglior regia e miglior film e nel 2014 il Golden Globe, il BAFTA, il Premio Oscar come miglior film straniero e nove David di Donatello (tra cui miglior regia); Youth - La giovinezza (2015), in concorso a Cannes, Nastro d'argento per la miglior regia e vincitore di tre European Film Awards, come migliori regia, film e attore protagonista. Nel 2016 Sorrentino ha esordito nella regia televisiva con una serie in otto puntate, The Young Pope, che si è aggiudicata il Nastro dell'Anno 2017. Va segnalato anche il fortunato esordio di Sorrentino nella narrativa con il romanzo Hanno tutti ragione (2010), accattivante sperimentazione del potere descrittivo della parola cui hanno fatto seguito Tony Pagoda e i suoi amici (2012), Gli aspetti irrilevanti (2016) e Il peso di Dio. Il Vangelo di Lenny Belardo (2017), ispirato a The Young Pope.

RICONOSCIMENTI:
• 2008 - Festival di Cannes
o Premio della giuria a Paolo Sorrentino
o Premio vulcain a Luca Bigazzi e Angelo Raguseo
• 2009 - David di Donatello
o Miglior attore protagonista a Toni Servillo
o Migliore attrice non protagonista a Piera Degli Esposti
o Migliore fotografia a Luca Bigazzi
o Miglior colonna sonora a Teho Teardo
o Migliori trucco a Vittorio Sodano
o Migliori acconciature a Aldo Signoretti
o Migliori effetti speciali visivi a Nicola Sganca e Rodolfo Migliari per Vision
• 2009 - Nastro d'argento
o Regista del miglior film a Paolo Sorrentino
o Migliore produttore a Francesca Cima, Nicola Giuliano, Andrea Occhipinti e Maurizio Coppolecchia
o Migliore sceneggiatura a Paolo Sorrentino
o Migliore attore protagonista a Toni Servillo
• 2009 - Globi d'oro
o Migliore sceneggiatura a Paolo Sorrentino
• 2009 - Ciak d'oro
o Miglior regia a Paolo Sorrentino
o Miglior attore protagonista a Toni Servillo
o Miglior attore non protagonista a Carlo Buccirosso
o Miglior manifesto a Riccardo Fidenzi e Maurizio Ruben
o Miglior produttore a Andrea Occhipinti, Nicola Giuliano, Francesca Cima, Maurizio Coppolecchia
• 2009 - Golden Graal
o Miglior regista drammatico a Paolo Sorrentino
• 2008 - Festival di Venezia
o Premio "SIAE" alla creatività a Paolo Sorrentino

Informazioni

Data: Dom 10 Dic 2017

Orario: Dalle 14:00 alle 17:00

Organizzato da : Istituto Italiano di Cultura Shanghai (意大利驻沪总领事馆文化处)

In collaborazione con : Hongqiao Art Centre (虹桥艺术中心)

Ingresso : Libero

Massimo numero di partecipanti raggiunto


Luogo:

Tianshan Cinema, Tianshan Road 888, Changning District, Shanghai

577