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Proiezione a Nanchino: I VICERE'

Data:

28/10/2017


Proiezione a Nanchino: I VICERE'

I Vicere' di Roberto Faenza – 2007 dall’omonimo romanzo di Federico De Roberto

Orario: 16:30 - 18:45 sabato 28 ottobre

Luogo: Teatro di Grand Baoen Temple Heritage and Scenic Area

Sinossi

Il racconto comincia a metà del ‘800, negli ultimi anni della dominazione borbonica in Sicilia, alla vigilia della nascita dello stato italiano.
Le esequie della principessa Teresa sono l'occasione per presentare i personaggi della famiglia Uzeda, discendenti dei Vicerè di Spagna. Attraverso gli occhi di un ragazzino, Consalvo, l'ultimo erede degli Uzeda, si svelano i misteri, gli intrighi, le complesse personalità degli appartenenti alla famiglia, tutti dominati da grandi ossessioni e passioni.
In lotta l’uno contro l’altro, gli Uzeda si combattono per l’eredità della principessa defunta e per i desideri contrastanti di ognuno di loro.
Il piccolo Consalvo cresce così in una famiglia in perpetua guerra. E’ confortato nei suoi primi anni dall’amore della madre, condannata a morte prematura, e dall’affetto, e dall’affetto della sorellina complice di ogni ventura.
Ma si trova in conflitto, sin da bambino, con un padre superstizioso e tirannico, il principe Giacomo, più interessato al patrimonio dei famiglia che all’amore per i propri cari, pronto a lasciar morire la moglie e a risposarsi poco dopo con una cugina.
Consalvo, dopo essere stato esiliato dal padre nel mondo di un monastero benedettino tra privazioni, corruzione e fasti spagnoleschi, si affaccia a una giovinezza scapestrata da ribelle.
Dal mondo che lo circonda, fatto di compromessi e viltà, Consalvo coglie una profonda lezione di vita e alla fine sceglie di impossessarsi del potere per non lasciarsi sopraffare da quello stesso mondo. Presto, comprende di dover cambiare, di dover diventare uomo. Comincia a studiare, a viaggiare, a imparare. Contro il volere del padre, compie una scelta estrema...
Tratto dal romanzo "I Vicerè" di Federico De Roberto.

PREMI

2008 - David di Donatello
Miglior scenografia a Francesco Frigeri
Migliori costumi a Milena Canonero
Miglior trucco a Gino Tamagnini
Migliori acconciature a Maria Teresa Corridoni
2008 - Globi d'oro
Miglior attore a Lando Buzzanca
Miglior fotografia a Maurizio Calvesi
2008 - Nastro d'argento
Migliore scenografia a Francesco Frigeri
Migliori costumi a Milena Canonero

ROBERTO FAENZA (Torino, 21 febbraio 1943)

Regista, sceneggiatore e saggista italiano. Dopo una breve esperienza come documentarista, nel 1968 debutta come regista dirigendo Escalation, una pellicola di grande successo internazionale, che attraverso il rapporto tra un padre borghese e il figlio hippy, descrive in chiave grottesca e amara la contemporanea società dei consumi. Laureatosi in Scienze politiche nel 1970 all'Università di Pavia, Faenza ha insegnato Mass Communication presso il Federal City College di Washington. Nel 1978 realizza il film di montaggio Forza Italia! che, attraverso l'unione di spezzoni di documentari filmati, compie una satira feroce sulla situazione politica dell'Italia del dopoguerra e degli anni del miracolo economico. Nel 1982 a New York, insieme a Harvey Keitel, Nicole Garcia e Johnny Rotten (leader dei Sex Pistols), Faenza gira il film Copkiller (L'assassino dei poliziotti), thriller tratto da un romanzo di Hugh Fleetwood, The Order to Death. Nel 1993 si aggiudica il David di Donatello al miglior regista con il suo film Jona che visse nella balena, tratto da Anni d'infanzia, libro autobiografico di Jona Oberski. Nel 2005 realizza I giorni dell'abbandono, ispirato all'omonimo romanzo di Elena Ferrante, opera che viene presentata alla 62ª Mostra di Venezia. Sempre nel 2005 Alla luce del sole, il film sull'assassinio di padre Pino Puglisi per mano di Cosa nostra, con Luca Zingaretti, ottiene la nomination come miglior film all'EFA, l'Oscar europeo. Del 2007 è I Viceré, tratto dal romanzo omonimo di Federico De Roberto, che ha anche in un'edizione televisiva come miniserie in due puntate su Rai 1.


Federico De Roberto (Napoli 1861 – Catania 1927)

Pubblicista e romanziere italiano. Come critico letterario si interessa particolarmente del movimento verista italiano e dei naturalisti francesi, sui quali scrive importanti saggi raccolti, in parte, nel volume Arabeschi, 1883. E all’interno della cultura tardo positivista italo - francese di fine Ottocento si muove la produzione narrativa e saggistica di De Roberto, sviluppandosi sui due assi della resa documentaristica del vero e dell’analisi psicologica. Grande amico sia di Luigi Capuana che di Giovanni Verga, De Roberto condivide coi maestri del verismo italiano l’attenzione per il mondo della campagna, ma tende a porre al centro del suo lavoro la nobiltà meridionale in disfacimento, assediata da una borghesia provinciale anch’essa arretrata e improduttiva, ma abbastanza abile da impadronirsi del potere economico e sociale. Caratteristiche della narrativa di De Roberto sono la programmatica impersonalità e obiettività, la cura dell’analisi psicologica, il tema del divario tra illusione e realtà, la ricerca di una scrittura essenziale, che lasci parlare le cose. Alcuni suoi personaggi, come il protagonista di Ermanno Raeli, 1889, ricordano da vicino i deboli e incerti eroi dei romanzi del protodecadentismo, come Andrea Sperelli, Daniele Cortis, De Esseintes, ma è soprattutto ne I Vicerè, 1894, che De Roberto riesce a dare espressione a una doppia crisi: da un lato quella della letteratura verista e della cultura positivista, dall’altro quella della borghesia italiana post-risorgimentale. Nelle vicende dell’aristocratica famiglia Uzeda si rende manifesto il trionfo delle leggi della natura, per cui anche nell’ambito della storia umana, al di là delle apparenze di rivoluzione e cambiamento, solo i più forti resistono e vincono, coloro che, prima e meglio degli altri, sanno adattarsi al mutare delle circostanze e senza scrupoli se ne sanno servire.
I Vicerè sono il romanzo centrale di una trilogia della famiglia Uzeda che comprende L’illusione, 1891 e l’incompiuto e postumo L’imperio, 1929. Il pessimismo, il cerebralismo e il criticismo che profondamente segnano il mondo fantastico di De Roberto non mancheranno di dominare la scena letteraria italiana del Novecento e saranno particolarmente evidenti in una serie di scrittori meridionali, molto diversi l’uno dall’altro, ma accomunati proprio dalla condivisione di questi tratti. Pirandello, Jovine, Brancati, Tomasi di Lampedusa: ciascuno a suo modo, tutti risentono dell’influenza di uno scrittore che per lungo tempo la critica più accreditata ha voluto trascurare e che solo di recente è stato rivalutato.

Informazioni

Data: Sab 28 Ott 2017

Orario: Dalle 16:30 alle 18:45

In collaborazione con : Istituto Italiano di Cultura Shanghai(意大利驻沪总领事馆文化处)

Ingresso : Libero


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