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Trieste tra storia e poesia

Data:

31/03/2016


Trieste tra storia e poesia

Trieste tra storia e poesia è il titolo dell’evento che il Consolato Generale di Italia a Shanghai e l’Istituto di Cultura insieme allo Shanghai Jewish Refugees Museum e l’Associazione Giuliani nel Mondo ha organizzato al White Horse Coffee il prossimo 31 marzo alle ore 19.00.

E’ un viaggio nella città di Trieste e nella cultura della sua gente. Anselmo Luisi, musicista diplomatosi al Conservatorio di Trieste, ci parlera’ della sua citta’ attraverso le lenti della prospettiva poetica; tra un alternarsi di musica e poesia, proporra’ un dialogo tra i componimenti di cittadini più illustri (i poeti Umberto Saba e Virgilio Giotti) e la canzone popolare dialettale, depositaria centenaria di vicissitudini, sogni e miti della gente comune.

Carlo Leopaldi, fondatore e presidente del Circolo dei Giuliani nel Mondo di Cina (l’associazione che riunisce le genti di Trieste, dell’Istria e della Dalmazia veneta) parlera’ della trentennale esperienza nella compagnia marittima Lloyd Triestino e del legame di questa societa’ con Shanghai ed in particolare con il distretto di Hongkou.

Trieste nei primi decenni del secolo era una città multiforme: divisa tra più culture, si presentava contemporaneamente in arretrato e in anticipo rispetto all’Italia. Periferica rispetto ai grandi filoni della civiltà ottocentesca, ad esempio l’idealismo, Trieste diviene una punta avanzata della cultura analitica.

La città era ugualmente divisa tra le sue varie componenti (ebraica, italiana, tedesca e slava) come tra le varie tendenze: l’attività mercantile e l’anima romantica.

“Su questo trafficante amalgama (…) di persone cosi etnicamente diverse la lingua e la cultura italiana fecero da cemento (…) Ma lingua e cultura a parte, Trieste fu sempre, per ragioni di “storia naturale” dalle quali le citta’ come individui non possono evadere, una citta’ cosmopolita. Era questo il suo pericolo, ma anche il suo fascino” (Umberto Saba, Inferno e Paradiso di Trieste, 1946)

La vita culturale si svolgeva soprattutto nei caffè. I poeti Saba e Giotti amavano frequentare i luoghi più popolari come il caffè Tergeste a cui Saba ha dedicato anche una sua poesia. Umberto Saba amava andare anche al Caffè Garibaldi, dove si potevano incontrare scrittori come Italo Svevo e James Joyce.

Tra il 1937 e il 1945 all’incirca 18,000 rifugiati ebrei arrivarono a Shanghai per sfuggire alle persecuzioni naziste. Nel 1943, in una Shanghai occupata dai giapponesei, nell’area di Tilanqiao nella “zona ristretta ai rifugiati e agli apolidi” vi erano 14,000 rifugiati ebrei. L’ area e’ conosciuta come il “ghetto di Shanghai”.

Nonostante le differenze linguistiche, l’estrema poverta’ e l’isolamento, i rifugiati ebraici costituirono una comunita’ attiva con un’intensa vita culturale. Nel 1939 la famiglia Mossberg prese in affitto una palazzina e apri’ un cafe’, il White Horse Coffee che divenne uno dei piu’ famosi e vivaci café della “Piccola Vienna”. Il cafe’ fu successivamente distrutto, di recente e’ stato completamente ricostruito con i fondi del governo della municipalita’ di Hongkou come parte integrante dello Shanghai Jewish Refugees Museum.

Informazioni

Data: Gio 31 Mar 2016

Orario: Dalle 19:00 alle 20:30

Organizzato da : Consolato Generale d'Italia a Shanghai, Istituto Italiano di Cultura Sezione Shanghai

In collaborazione con : Shanghai Jewish Refugees Museum

Ingresso : Libero


Luogo:

White Horse Coffee, Chang Yang Rd 67, Hongkou, Shanghai

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